FEDE E CARITÀ: LIEVITO QUOTIDIANO

Da Presidenza e Consiglio nazionale di Caritas Italiana, riuniti a Roma dal 26 al 28 novembre, rilanciato l’impegno di testimonianza quotidiana nel servizio alle comunità locali. Molti i temi “caldi”in agenda: dalle emergenze e le aree di conflitto internazionali, agli effetti della crisi con la crescente povertà delle famiglie anche in Italia.

“Sempre nel rispetto dei ruoli specifici, sentiamo il dovere di richiamare politica e società civile a coesione ed unità – pur nella partecipazione e nel confronto - e testimoniare valori etici e sociali, che per noi nascono dal Vangelo, e mirano ad una crescita autentica che tenga conto della dignità delle persone”. Nella cornice di questa premessa S.E. Mons. Giuseppe Merisi, presidente di Caritas Italiana, durante i lavori di Presidenza e Consiglio nazionale che si sono svolti a Roma dal 26 al 28 novembre, non ha mancato di porre l’accento su gravi questioni ed emergenze a partire da quelle che toccano il nostro Paese, per le quali Caritas e tutte le realtà ecclesiali si impegnano da sempre con generosità. Da quelle sociali - con la drammatica situazione di Taranto, in cui si incrociano due diritti essenziali come la salute e il lavoro, e con i riflessi sempre più pesanti su welfare e occupazione di una crisi europea e mondiale (come documentano anche i dati del Rapporto povertà presentato ad ottobre) - a quelle ambientali, come i terremoti in Emilia, Lombardia, Veneto e nel Pollino – che hanno visto tutti una pronta vicinanza di Caritas Italiana e l’attivazione delle Caritas locali – o le piogge torrenziali che da Nord a Sud della penisola evidenziano dissesti idrogeologici e scarso rispetto dell’ambiente. Senza contare la questione immigrazione, con dati e scenari presentati dal Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes, incluso il tema dello smantellamento del sistema delle accoglienze e della sorte dei profughi accolti. Un ricordo nella preghiera è andato anche alle vittime dell’incendio che ha colpito un Centro di Caritas Germania a Friburgo dove era attivo un laboratorio per disabili. Allargando lo sguardo ci si è confrontati anche sulle emergenze umanitarie planetarie. Dagli scontri in Nord Kivu, alla Terra Santa, dalla Siria all’Egitto, alle violenze sui cristiani in Nigeria. Situazioni che vedono comunque una presenza della Caritas accanto alle popolazioni locali, anche in condizioni di estremo disagio. Nel 2011 sono state ben 388 le situazioni di guerra e conflitto armato nel mondo, come ci ha ricordato il Rapporto “Mercati di guerra” presentato di recente da Caritas Italiana, Famiglia Cristiana e Il Regno. La ricerca esamina cause e scenari di fondo, che devono però coniugarsi con la responsabilità personale e l’impegno quotidiano di ognuno. Nel complesso scenario attuale, tutti dobbiamo sentirci dunque responsabili della costruzione della pace e del bene comune. Si è parlato poi di volontariato, della promozione di opere-segno, di servizio civile e della necessità di nuove proposte educative di impegno e di servizio per i giovani. Un accento particolare è stato posto sulla formazione, dato anche il concomitante svolgimento di una delle tappe del percorso per membri delle équipe delle Caritas diocesane. Tutti temi che, dando spazio e voce ai contesti locali, verranno ripresi nel 36° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che si terrà a Montesilvano (PE) dal 15 al 18 aprile 2013.
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