La Liguria è la regione più povera del Nord: in 112mila si trovano sotto la soglia della povertà

La povertà è ormai un aspetto strutturale del tessuto sociale ligure.

La povertà è ormai un aspetto strutturale del tessuto sociale ligure. Sono 112mila le persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta, quasi il 10% della popolazione complessiva. Facendo due rapidi conti si tratta di circa 57mila famiglie, il cui principale problema giornaliero è quello di riuscire a fare dei pasti regolari. Ed altre 135mila gruppi familiari vivono in uno stato di deprivazione, ossia hanno lo stretto necessario per la sopravvivenza, ma sono costrette a rinunciare a servizi fondamentali come le cure mediche. Un quadro a tinte fosche quello dipinto dalla Cgil all’interno del convegno "Via d(a)lla povertà, reddito di inserimento sociale e nuovo welfare: una rete di protezione contro l'emarginazione", svoltosi al Porto Antico. La Liguria dimostra di soffrire sempre di più gli effetti della crisi economica, tanto da essersi guadagnata il ben poco invidiabile primato di regione più povera del nord. La categoria più colpita è quella dei giovani, con un tasso di disoccupazione del 30%, ed un 15% di persone che ormai non cerca neanche più un lavoro. Le famiglie hanno perso quasi il 3% del loro reddito, e la dispersione scolastica è passata negli ultimi 4 anni dal 12,6% al 17,2. Drammatica anche la situazione dei lavoratori, con il numero dei beneficiari di indennità e mobilità che è raddoppiato fra il 2007 ed il 2012 (da 1.080 a 2.262), addirittura triplicato quello dei beneficiari di indennità di disoccupazione (da 5.558 a 14.295). Quadruplicate invece le ore di cassa integrazione degli oltre 16mila. Nel complesso, sono stati persi 32mila posti di lavoro. Una della soluzioni proposte dalla Cgil, in appoggio a quella di Acli e Caritas, è l'introduzione di un Reddito di inserimento sociale (Reis) per coloro che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta. "Una misura che va oltre all'indiscriminato reddito di cittadinanza, che preveda cioè il trasferimento monetario agli indigenti insieme a interventi per l'inserimento di questi nel mondo del lavoro", ha spiegato Federico Vesigna, segretario generale della Cgil Liguria. 05 novembre 2013
con2b.it